Stanchezza cronica
Come si cura quando è una vera patologia
di Umberto Tirelli
Primario della Divisione di oncologia medica e Aids Centro di riferimento oncologico di Aviano
Da molti mesi mi sento molto stanca, con conseguenze anche sul lavoro. Il medico mi ha anche detto che potrei avere la "Sindrome da stanchezza cronica". Di che cosa si tratta?
Lettera firmata
La stanchezza è un problema che colpisce piu'del 10 per cento della popolazione ed è un sintomo che viene riportato da almeno il 20 per cento dei pazienti che vanno dal medico. Va ricordato che tutti noi abbiamo periodi di stanchezza, solitamente transitoria, e che si spiega con cause conosciute, per esempio il superlavoro e lo stress: questa stanchezza, tuttavia, migliora col riposo e non dà troppa preoccupazione. Se invece la stanchezza diventa cronica è consigliabile rivolgersi a un medico esperto che possa escludere le molte malattie che possono essere alla base di questo sintomo, per esempio la depressione, malattie reumatologiche, malattie infettive croniche o addirittura tumori. Peraltro la stanchezza cronica è anche la caratteristica principale della "Sindrome da stanchezza cronica" (o "Cfs" da Chronic Fatigue Syndrome), una patologia che è stata riportata in tutto il mondo, anche in Italia. Proprio nel 1991, presso l'Istituto dei tumori di Aviano, sono stato in grado di riportare la prima casistica italiana, e nel 1994 ho rappresentato l'Italia nel gruppo internazionale di studio che ad Atlanta, negli Usa, ha messo a punto la definizione attuale di Sindrome da fatica cronica.
Questa definizione prevede la presenza delle seguenti condizioni:
una stanchezza cronica persistente, per almeno sei mesi, che si esacerba con piccoli sforzi, e quattro o piu'dei seguenti sintomi, anche questi presenti per almeno sei mesi:
Mentre non si conosce la causa della sindrome, si ritiene che spesso alla base vi sia un disturbo del sistema immunitario che reagisce in maniera anomala per esempio a un'infezione o a un'intossicazione chimica o alimentare. I pazienti colpiti sono solitamente giovani e donne con un'età media intorno ai 35 - 40 anni; la sindrome è rara negli anziani, mentre vi è qualche caso tra i bambini. Presso l'unità della Divisione di oncologia medica A dell'Istituto tumori di Aviano sono stati osservati fino a oggi oltre 500 casi, ed è inoltre attiva un'associazione di pazienti con la sindrome, denominata Cfs - Associazione italiana, che si può contattare al numero 0434 / 66.02.77 (lunedì , mercoledì e venerdì dalle ore 9 alle ore 11) per avere consigli anche sui medici esperti da contattare in Italia. Complessivamente, questa malattia debilitante perdura in molti pazienti per diversi anni, mentre in altri, spontaneamente o con l'intervento farmacologico, tende a migliorare nel tempo. Vi è una serie di trattamenti, per esempio gli immunomodulatori come timopentina, l'acetilcannitina, la creatinina, il magnesio; antivirali come amantina e acyclovir; immunoglobuline ad alte dosi, solo per nominarne alcuni. Nuove speranze provengono da un nuovo farmaco, l'ampligen, che è un modificatore della risposta biologica e che è stato testato già con successo su diversi pazienti.
- disturbi della memoria e della concentrazione;
- faringite;
- dolori delle linfoghiandole cervicali e ascellari;
- dolori muscolari e delle articolazioni senza infiammazione delle stesse;
- cefalea;
- debolezza post esercizio fisico che perdura almeno 24 ore.
Questa pagina è effettuata da Roger Burns di Washington, D.C.
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